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TINTA PER CAPELLI, COM'E' NATA?

Iniziamo col dire che la colorazione dei capelli parte da molto lontano.
Sin dalla notte dei tempi, seppur in luoghi diversi, lo scopo comune era quello di distinguersi dalle altre tribù e prendersi cura di sé per piacere agli altri. 
Nel neolitico per tingere i capelli veniva usata la terra d’ocra,gialla e rossa. 
Cleopatra usava l’henné e parrucche nere intrecciate con fili d’oro. 
Le donne romane avevano il proprio salone di bellezza in casa: C’erano persone addette solo alla colorazione,solo all’acconciatura etc. 
Ovidio testimonia che le donne romane portassero capelli di colori  diversi: l’azzurro era richiestissimo. 
Ma la miglior scuola la fecero le donne etrusche. 
Le diverse incursioni romane al nord, fecero desiderare il colore biondo, pertanto dalla Gallia e dalla Germania, il capitale umano riforniva abbondantemente Roma di capelli biondi, trattati con calce viva per schiarirli ancor di più e creare le primordiali parrucche ed extension. 
Per coprire i capelli bianchi venivano utilizzate a quel tempo formule con sali di rame, d’argento e piombo. 
Durante il Rinascimento, per raggiungere il famoso Rosso Tiziano, i capelli venivano lavati di frequente con lisciva e asciugati al sole.
Un intero libro non basterebbe a raccontare cosa le donne non siano state disposte a fare per tingere i capelli, ma quel che conta è che il tutto è rimasto invariato nei millenni e nei secoli, e che se oggi desideriamo avere i capelli tinti è perchè lo desideravano anche le donne delle caverne. 
Allora esaudiamo questi desideri e smettiamo di sentirci in colpa per non saperci accettare come Madre Natura ci ha fatto!

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